10.03.2011
AAA cercasi Asili Ad Arezzo
Dato che le richieste per gli asili, solo nel nostro comune, sono state 490 e che i bambini senza un’assegnazione definitiva sono 202, ci sono stati più di duecento bambini esclusi di fatto dal servizio delle scuole di infanzia...altro che “Poco meno di 600 posti complessivi a disposizione per bambini da 12 a 36 mesi nelle 23 strutture tra comunali e accreditate” conclamato il 24 febbraio di quest’anno dall’assessore Lucia De Robertis.
Ma andiamo per ordine: tutti i problemi se ignorati non si risolvono, ma il continuo maltrattamento da parte della politica all’istruzione colpisce tutti, dai genitori ai più piccoli.
Un problema sottovalutato è quello degli asili nido e delle scuole materne, che dovrebbero permettere ai genitori di continuare a lavorare, avendo qualcuno che educhi e accudisca i figli al posto loro; capita infatti che i nonni non possano fare da baby-sitter fulltime o perché abitano lontano o perché, raggiunta la pensione, a volte semplicemente vogliano godersi del tempo per loro e non stare 24 ore su 24 dietro ai nipotini.
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Settimanale di Arezzo
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Murcia, Spain
9.23.2011
Treni: parlano i pendolari
Il polverone alzato in questi giorni dalla realizzazione del piano di ridimensionamento del servizio regionale, di cui vi avevamo già parlato, ha concentrato l’attenzione dei media sui pendolari che tutti i giorni dalla nostra città e dal Valdarno vanno a lavorare o a studiare a Firenze, scordando che i tagli colpiscono anche chi si sposta verso sud.
Il ridimensionamento, come elegantemente viene chiamato, ha tolto numerosi treni nella linea Firenze-Roma e si è andato ad aggiungere a tutti i disagi causati dal rogo della stazione Tiburtina dello scorso 24 Luglio, la cui funzionalità non è tornata al livello di giugno.
Tagli dal governo ai treni: Memorario si riduce
Mercoledì 20 Luglio 2011 la Regione Toscana ha emesso un comunicato stampa in cui annunciava cambiamenti agli orari e al numero dei treni regionali a causa dei tagli effettuati dal governo.
Nel comunicato stampa viene dichiarato: “Nel caso della linea Pontassieve-Arezzo-Chiusi, una linea i cui servizi sono generalmente molto utilizzati, esistono nelle cosiddette “fasce di morbida” treni con scarsa frequentazione...La Regione ottimizzerà il servizio accorpando alcuni treni che sono ravvicinati nell’orario ferroviario (la differenza di orario rispetto ai treni attuali sarà di massimo 15 minuti prima o dopo rispetto all’orario attuale) così da ridurre al minimo l’impatto dei tagli governativi...nell’aretino è stata rimandata all’autunno 2011 proprio per dare il tempo agli uffici regionali ed agli enti locali di definire una nuova organizzazione degli orari che riducesse gli effetti negativi dei tagli. In tutto le variazioni di orario interesseranno meno del 20% dei passeggeri che abitualmente usano questa linea.”
Noi abbiamo chiesto a Vincenzo Ceccarelli, che stato presidente della nostra provincia dal 1999 al 2009 e che ora è consigliere regionale del PD, se ne fosse a conoscenza e cosa ne pensasse.
Politica e giovani: a volte si può
Alessio Tucci, classe 85, studente di Scienze Politiche a Firenze è stato scelto giovedì 14 Luglio come rappresentante provvisorio per l'incarico di coordinatore comunale dell'Italia dei Valori Arezzo ed è la dimostrazione che si può far politica pur essendo giovani.
«Mi sono sempre interessato alla politica, fin da ragazzino, però sono in politica, cioè iscritto nell’IdV, da due anni e dall’iscrizione ho iniziato subito a partecipare, ho condiviso subito i valori e le idee del partito e ho seguito pian piano le iniziative; ho scritto articoli, ho aiutato a raccogliere firme, ho partecipato alle iniziative attive sul territorio...l’Idv mi ha stimolato, c’è questa apertura verso i giovani e non è stata una sorpresa la scelta seppur provvisoria, perché era nell’aria proprio per l’attenzione ai giovani».
Nubi in consiglio comunale
Commissioni comunali: screzi e accuse nella minoranza
Luigi Scatizzi, capogruppo dell’UDC provinciale e consigliere comunale in questa legislatura, è stato eletto alla presidenza della Commissione Controllo e Garanzia del comune di Arezzo durante il consiglio comunale del 27 Giugno, ma i problemi sono iniziati appena finite le votazioni: per questo ruolo, tradizionalmente affidato alla minoranza consiliare, si erano candidati anche un esponente del PDL ed uno del Movimento a Cinque Stelle, ma, grazie al sostegno e alla proposta di candidatura fatta da “Nuovo Progetto per Arezzo” guidata dall’ex sindaco Lucherini, la presidenza è andata all’UDC.
«Questa elezione» spiega Scatizzi «è stata una sorpresa ed è arrivata dopo l’atto di indirizzo presentato da tutta l’opposizione per la nomina delle dirigenze delle società partecipate dal Comune, come “Estra” e la “Fondazione Guido d’Arezzo”, affinché vi vadano persone qualificate per ricoprire quei ruoli perché le società possano stare nel mercato e avere degli utili...nella seconda votazione sulla sospensione delle nomine io mi sono astenuto, ma non sono stato l’unico: la mia astensione, numeri alla mano, non è stata determinante...Quindi mi ha sorpreso e amareggiato l’attacco della capogruppo del PDL Sestini che mi ha accusato sia di aver “comprato” la nomina con la mia astensione o di averlo fatto per dossier segreti da tenere nascosti. Se davvero esistono che vengano resi pubblici, così che se ne possa discutere.
Sto aspettando di leggere le trascrizioni e di ascoltare le registrazioni audio di quel Consiglio [per prassi è tutto registrato da una società esterna, NdR] prima di intraprendere qualunque azione, ma credo sia stato più un atto di astio personale che un attacco politico; sono turbato e offeso dall’acidità di tali accuse, mosse da una persona che conosco da anni. Ognuno ha il proprio modo di fare politica, io però ricerco il confronto sulle idee perché lo scopo è fare l’interesse dei cittadini, quindi sosterrò la maggioranza quando condividerò i loro obiettivi».
4/07/2011
“I nodi son venuti al pettine”
Lucia Tanti, capogruppo PDL nel Consiglio Provinciale di Arezzo, risponde sui recenti problemi della Provincia.
Il rischio di declassamento se è reale?«Adesso si sente il “morso della gestione allegra del passato” e giovedì scorso è arrivato un serio avviso di chiamata al senso di responsabilità delle istituzioni: quando ci giudicano il giudizio va ascoltato, che sia buono o cattivo. Adesso si deve andare ai ripari, noi vogliamo risposte concrete: il presidente deve riferire sulla situazione, sui tempi previsti per la risoluzione della crisi e fare proposte.»
La provincia è un ente utile per Lei?«In territori come i nostri la provincia è strumento utile se ben utilizzato; prima di eliminare le province ci sono da eliminare altri organi intermedi, fondere alcuni comuni e abolire le partecipazioni fatte, anche, su input del governo nazionale.»
C’è davvero il progetto della provincia unica con Siena e Grosseto?
«Di concreto non c’è niente, ma se ne dovrebbe parlare confrontandosi sui problemi dei cittadini, senza pensare alla propria poltrona da perdere; prima mi preoccuperei di reagire al declassamento attraverso la cooperazione per fare il bene del territorio, partendo dalla proposta di comune unico per il casentino e vedere se può andar bene anche in altri casi. È un momento di crisi e dobbiamo puntare sull’edilizia scolastica e sulle infrastrutture...Servono credibilità, forza e capacità di contrattazione e alzare al voce: noi siamo in fondo alla filiera, tutta in mano al PD. La Regione da più di 2’000’000€ ai comuni fiorentini per il “Parco della Piana” e non mette 1€ per i problemi aretini: non è solo colpa del presidente Vasai, è la Regione che non ci considera come priorità.
Due interventi da fare al più presto: liberare Ceciliano dalla congestione del traffico per collegare Casentino e Valtiberina, collaborando con privati e altre istituzioni, e affrontare la situazione di Podere Rota che, se non cambiano le cose, sarà la discarica dell’area fiorentina per secoli!»
21/06/2011
PDL: il dopo-referendum
Referendum: per noi non è una sconfitta.
Alessio Mattesini, coordinatore provinciale del gruppo Giovani Italia di Arezzo e consigliere comunale per il PDL, commenta così il risultato dei referendum del 12 e 13 Giugno, che ci hanno chiamato a scegliere sull’energia nucleare, sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento.
Le ragioni di questa visione partono dalla campagna elettorale che “noi
non abbiamo fatto, né da parte del partito nazionale che da parte nostra: nessuno si è espresso, è stata lasciata la libera scelta ai cittadini; invece dall’altra parte è stato strumentalizzato, iniziando dal comitato per l’acqua pubblica e la raccolta firme. Non avendo dato nessun tipo di linea per questo referendum e non avendolo politicizzato non è una sconfitta...i cittadini hanno votato, anche del centrodestra, e hanno dato indicazioni sulla linea politica che vogliono..il governo dovrà spostare l’attenzione sulle politiche energetiche”.
Il consigliere ammette che “è stato un successo dal punto di vista della partecipazione” ma ribadisce che “la cittadinanza si è mobilitata sotto pressione, perché dall’altra parte c’è stata una campagna politica che ha generato il dibattito locale...ognuno ha voluto dare il suo contributo; in ogni caso non è vittoria politica del centrosinistra, proprio perché noi non abbiamo né condizionato, né dato indicazioni di voto.”
Il risultato sull’acqua pubblica è quello che ci coinvolge di più perché “la gente non sa in che situazione siamo, pensa che sia possibile far cadere ‘Nuove Acque’ e che questo renda la bolletta meno cara, ma viene omessa la clausola (di rescissione del contratto, NdR) perché dovremmo verificare se il comune è in grado di riprendersi l’acqua e di investire in questo comparto, ma con questo bilancio non sembra possibile: la penale è di alcuni milioni di euro, fu una scelta dell’amministrazione di centrosinistra e non vorremmo che venisse pagata dai cittadini, portando un aumento della già alta bolletta.”
13/06/2011
Parola a Gianni Pagliazzi
“Non votare al referendum come scelta politica”
Così Gianni Pagliazzi, coordinatore del PDL aretino, risponde alla prima domanda sul referendum del 12 e 13 Giugno, in cui saremo chiamati a decidere sull'abrogazione di alcuni articoli e commi delle leggi sul legittimo impedimento, sull'energia nucleare e sulla privatizzazione dell'acqua.
Curiosa delle motivazioni di questa scelta gli chiedo spiegazioni su ognuno dei quattro quesiti, partendo dall'energia nucleare; per Pagliazzi la Camera ha già dato il suo parere, approvando la legge che blocca la costruzione di centrali in Italia ed ha contribuito il disastro di Fukushima, “anche se le centrali giapponesi erano degli anni '70 e abbiamo quelle francesi e quelle slovacche così vicine che, se succedesse qualcosa, saremo sicuramente contaminati. Io, in prima persona, sono favorevole al nucleare perché si abbasserebbero i costi di produzione dell'energia elettrica, che adesso sono tra i più alti in Europa e perché, da perito fisico-ambientale, ritengo che sia più sicura delle biomasse.”
Il legittimo impedimento “è una legge del governo e non possiamo che approvarla, ma penso sia giusto che il premier possa governare senza perder tempo a causa dei processi e che sia processato a mandato finito. Il referendum si gioca, come sempre, sul quorum ed è su questo che possiamo agire...credo che ci sarà una campagna a livello nazionale dopo i ballottaggi, ma a livello locale non faremo nulla.”
Sull'acqua pubblica, il tema più vicino alla nostra città, continua Gianni, “noi siamo per la semplificazione di tutto, dalle inutili ATO alle circoscrizioni, ma proprio su questa c'è grande disinformazione e non si può tornare indietro: la penale richiesta da Nuove Acque è altissima...tanto da bloccare il bilancio del Comune per 2 o 3 anni (non è stato possibile verificare la cifra esatta della penale richiesta in caso di rescissione del contratto stipulato tra la società ed il Comune, NdR) quindi riteniamo sia inutile esprimersi per una soluzione che, in ogni caso, per la nostra città è impossibile.”
30/05/2011
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